Bula! Come si beve la kava alle Fiji

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Nelle isole delle Fiji è difficile camminare per qualche decina di metri senza sentire il richiamo di bula. La parola compare come saluto per strada, in un negozio, su un autobus, ma assume il suo pieno significato solo davanti alla ciotola di kava, dove accompagna quasi ogni porzione bevuta.

Agli occhi di un estraneo potrebbe sembrare una semplice formula di cortesia, ma nel contesto della cultura fijiana bula è qualcosa di più: un'affermazione del legame tra persone che, in quel momento, condividono spazio, tempo e, molto spesso, la kava stessa. Comprendere questa parola è un buon punto di partenza per comprendere l'intero rituale che vi si è costruito intorno.

Cosa significa davvero bula

Letteralmente, bula (si pronuncia più o meno boo-lah) significa semplicemente vita. Come saluto porta con sé un augurio di salute: la versione completa e formale "ni sa bula vinaka" significa più o meno ti auguro felicità e buona salute. Bula si usa anche in situazioni in cui un parlante inglese direbbe bless you, per esempio quando qualcuno starnutisce. È una parola con molti strati di significato, ma tutti riconducono a un'unica radice: un'affermazione della vita e dell'energia positiva verso l'altra persona.

Il rituale: come si presenta davvero bere kava alle Fiji

La cerimonia tradizionale della kava alle Fiji, chiamata sevusevu, segue una sequenza fissa e ripetuta. La radice di kava viene prima presentata formalmente all'ospite o al capo come gesto di rispetto, dopodiché l'infuso viene preparato davanti ai presenti, di solito in una grande ciotola di legno chiamata tanoa. La persona che prepara la bevanda, qui yaqona, versa una porzione in un recipiente ricavato da mezzo guscio di cocco, chiamato bilo (shell), e lo porge a turno a ciascun partecipante.

Qui l'etichetta conta tanto quanto la bevanda stessa. La persona che riceve una porzione batte le mani una volta, dice bula, beve il contenuto in un solo sorso, e poi batte le mani altre tre volte. Una volta vuoto il recipiente, chi versa dice maca, che significa finito, e gli altri partecipanti applaudono insieme. L'ordine in cui vengono servite le porzioni riflette di solito la gerarchia sociale: il capo o la persona di rango più alto presente riceve la kava per primo, e solo dopo la bevanda continua a circolare tra i presenti.

La cerimonia sevusevu è di solito preceduta da uno scambio formale di parole tra l'ospite e i visitatori, in cui gli ospiti esprimono rispetto e gratitudine per essere accolti, e la radice di kava è un simbolo fisico di queste intenzioni ancora prima di essere preparata per essere bevuta. Questo dà a tutto l'incontro una cornice all'interno della quale anche gli estranei possono sentirsi parte della comunità, invece che meri osservatori dell'usanza altrui.

La kava come strumento per attenuare i conflitti

Bere kava insieme ha da tempo, nel Pacifico, una funzione che va oltre il semplice incontro sociale. Il classico lavoro accademico di Vincent Lebot, Mark Merlin e Lamont Lindstrom, pubblicato da Yale University Press con il titolo Kava: The Pacific Drug, descrive come la bevanda venisse tradizionalmente usata per attenuare i conflitti e facilitare i negoziati tra parti che altrimenti avrebbero avuto difficoltà a discutere questioni delicate.

Questa usanza è sopravvissuta fino a oggi anche a livello di diplomazia statale. Nel luglio 2023, durante una visita del presidente francese Emmanuel Macron a Vanuatu, la prima visita di un presidente francese in carica in uno stato indipendente del Pacifico, il primo ministro di Vanuatu Ishmael Kalsakau e Macron bevvero insieme kava durante i colloqui per risolvere una disputa di confine su isole nel sud del paese. Secondo l'usanza locale (kastom), un gesto del genere è pensato per simboleggiare buona volontà e desiderio di raggiungere un accordo. È un buon esempio di come un'usanza locale venga a volte deliberatamente inserita nel protocollo diplomatico ufficiale, invece di essere trattata come pura decorazione folcloristica dei colloqui.

Più di una bevanda: conversazione, fiducia, apertura

Da generazioni, gli abitanti delle Fiji e di altre isole del Pacifico descrivono il bere kava insieme come un'occasione per conversazioni che altrimenti sarebbe difficile affrontare: difficoltà personali, conflitti, questioni che di solito si tengono taciute. Più a lungo dura un incontro attorno alla ciotola, più si dice diventi facile costruire fiducia e sciogliere le lingue. La kava viene talvolta usata anche come gesto di scuse: condividere una porzione dopo un disaccordo serve a chiudere simbolicamente la disputa e a ricostruire il rapporto. È una sorta di reset rituale, in cui è l'atto stesso di partecipare, più delle parole, a diventare la dichiarazione di buona volontà. Molti resoconti di questi incontri sottolineano che più a lungo dura una serata davanti alla ciotola, più diventa facile per le persone parlare di cose di cui di solito tacciono, in particolare gli uomini, da cui molte comunità si aspettano un contegno emotivo.

Non tutta la kava è uguale

Il carattere di un incontro attorno alla kava è legato anche alla specifica varietà, o chemotipo, della radice usata. Le varietà con un contenuto più alto di kavaina, tra cui la favorita fijiana Melo Melo, sono spesso descritte come capaci di favorire la conversazione, l'apertura e l'abbattimento delle barriere, a differenza delle varietà con un profilo più calmante e sedativo, che funzionano meglio la sera, in un gruppo ristretto, che in un incontro sociale vivace. Puoi leggere di più sulla classificazione delle varietà e sui loro profili caratteristici nella pagina varietà di kava e nell'articolo come funziona la kava.

Bula come filosofia, non solo come saluto

Bula è anche una sorta di invito a non prendere troppo sul serio la vita quotidiana. In una cultura in cui molte cose sfuggono al proprio controllo, questo atteggiamento viene talvolta descritto come un modo per fare pace con l'incertezza e godersi qualunque cosa porti la giornata. Che tu beva la kava come rituale tradizionale o semplicemente la prepari a casa, vale la pena tenere presente il contesto da cui proviene: comunità, rispetto e un momento di pausa condiviso con un'altra persona, che è ciò su cui si fonda l'intera usanza. Se vuoi saperne di più sulla storia della kava nelle isole del Pacifico, dai un'occhiata all'articolo la storia della kava, e per come prepararla in modo fedele alla tradizione, vedi come preparare la kava.

Fonti

  1. Lebot V, Merlin M, Lindstrom L. Kava: The Pacific Drug. Yale University Press, 1992
  2. Prime Minister's Office of Vanuatu. France President Emmanuel Macron Visit to Vanuatu, press release, July 2023