Storia, tradizioni e leggende portate dalle radici di kava

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La tradizione di bere kava risale a tremila anni fa e probabilmente ha avuto origine nelle isole di Vanuatu o Tonga. Da lì ha raggiunto le Fiji e altre isole, arrivando a coprire quasi tutto il Pacifico. In molte regioni, l'importanza della kava era talmente riconosciuta da iniziare a plasmare la cultura locale.

Il rituale della preparazione e della condivisione svolgeva molte funzioni sociali, politiche e religiose. Era una parte importante delle cerimonie e delle usanze tribali: con la kava, per esempio, si formalizzavano unioni o si risolvevano conflitti. Ha acquisito anche un ruolo importante nel commemorare festività e celebrazioni. La kava veniva bevuta da sciamani e capi, e la ciotola veniva fatta passare in modo da rispecchiare la gerarchia della comunità.

Nonostante alcune differenze regionali, ciò che più conta nel bere condiviso di kava è rimasto invariato: ovunque è un simbolo di rispetto e legami duraturi, buone intenzioni e fiducia reciproca. In passato, gli ospiti provenienti da altre isole venivano accolti con l'estratto, e le radici venivano portate in viaggio come il dono più prezioso. Oggi la kava è stata usata per accogliere, tra gli altri, la regina Elisabetta II e Giovanni Paolo II (Fiji, rispettivamente nel 1963 e nel 1986). Come vuole la leggenda, la parte migliore del raccolto doveva essere data agli dei e ai capi, la seconda parte agli ospiti e agli amici, lasciando al massimo la terza parte, la peggiore, per sé. È così che si è sviluppata una cultura del Pacifico piena di apertura, reciprocità e rispetto.

Nelle isole del Pacifico, la kava non ha assunto solo nomi e funzioni culturali diverse, ma è cresciuta anche insieme a varie leggende e credenze.

A Pohnpei (Micronesia), il pepe metistico viene chiamato sakau e, secondo le leggende, è un dono divino. Un tempo, però, gli dei decisero che il loro dono era troppo prezioso per condividerlo con gli isolani e ripresero il loro sakau. Per fortuna una delle abitanti di Pohnpei, durante una visita alla vicina Kosrae, rubò delle preziose radici e le portò di nascosto sulla sua isola natale, nascondendo il sakau nella propria vagina. Questa è almeno la spiegazione per i diversi aromi delle radici coltivate a Pohnpei e a Kosrae.

Alle Hawaii, la kava viene chiamata 'awa' ed è considerata anch'essa un dono divino (in una leggenda, furono gli uccelli a portare l'awa sull'isola). L'awa è una bevanda sacra e apparteneva prima di tutto agli dei. In secondo luogo ai capi e a chi occupava i gradini più alti della gerarchia della comunità. Ma alle Hawaii vi avevano accesso anche pescatori e agricoltori, oltre alle donne, cosa che non era scontata nelle altre isole del Pacifico.

Tonga e Samoa hanno elevato il bere kava al livello di cerimonie articolate che riuniscono simbolicamente intere comunità in occasione di eventi importanti. Ogni cerimonia ha uno svolgimento e un significato rigorosamente definiti: i ruoli e le funzioni individuali sono assegnati con precisione (per esempio a Samoa gli 'Aumaga preparano l'ava, i Palu'ava la mescolano, i Sui'ava aggiungono l'acqua, il Tufa'ava chiama i nomi di chi beve successivamente), e la disposizione degli ospiti e il modo in cui si condivide la kava rispecchiano fedelmente la gerarchia sociale. A Samoa, 'ava' funziona anche come titolo a sé, attribuito a capifamiglia selezionati.

La leggenda più diffusa sulla kava e sulla sua origine riguarda le isole di Tonga. Qui, su una delle isole isolate e povere di cibo, avrebbero vissuto Favanga e Felefafa con la loro figlia Kava. Un giorno la loro povera capanna fu visitata da un re, affamato e stanco dopo una battuta di pesca fallita.  Gli ospitanti, non avendo nulla da offrire al re, decisero di sacrificare il loro unico tesoro: la vita della figlia. Quando il re venne a sapere del sacrificio fatto dai genitori, promise che il suo nome sarebbe stato ricordato per sempre. Poco dopo, sulla sua tomba crebbero due piante. Una piena di calma, l'altra di energia. La prima era la kava, l'altra la canna da zucchero.

La scienza di oggi indica Vanuatu come il luogo d'origine della kava, e anche queste isole hanno una propria leggenda. Due sorelle stavano lavando al fiume il cibo appena raccolto. All'improvviso, una di loro provò un'ondata inaspettata di piacere. Si scoprì che tra le sue gambe era spuntato lo stelo di una pianta prima sconosciuta. Le sorelle portarono la pianta nel loro giardino e se ne presero cura per anni, finché non fu abbastanza matura da poter condividere la loro scoperta con gli altri.

Le più antiche testimonianze sulla kava risalgono al 1616: alcuni navigatori olandesi ne scrivono durante una visita a Futuna. La più antica illustrazione del pepe metistico si trova al Natural History Museum di Londra e risale al 1769.

Ma una cosa è leggerne, un'altra è vederla, un'altra ancora è provarla di persona. Sei invitato!

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